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| News |
Benvenuti nell'area news del sito.
Qui trovate notizie e segnalazioni di eventi che riguardano il mondo dell'endoterapia.
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 | Lunedi 18 Febbraio 2008 FLORMART di primavera Comunichiamo che saremo presenti al Flormart che si terrà dal 21 al 23 febbraio, presso padiglione 5, corsia G, stand 274.
Presso il nostro stand ci saranno le nuove attrezzature ArboProf, ArboProf easy e Arcocap.
Nell'incontro forniremo indicazioni sugli interventi contro il punteruolo rosso delle palme. |
 | Giovedi 7 Febbraio 2008 Corso di Broni Seminario sull’Endoterapia
Corso teorico-pratico di abilitazione metodo Arbocap-ArboProf
- Corso: 29 febbraio 2008 BRONI
- Giornata di approfondimento riservata a coloro che già operano: 1 marzo 2008
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 | Domenica 30 Dicembre 2007 Rhynchophorus ferrugineus - metodo di lotta Il trattamento è stato effettuato utilizzando l’attrezzatura ArboProf®
su due esemplari di Phoenix...
Relazione "Palme ed Endoterapia":
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 | Sabato 29 Dicembre 2007 CORSI 2007-2008 E' stato definito il calendario 2007/2008 dei corsi di qualificazione per l'endoterapia:
PADOVA 21 gennaio 2008 c/o Hotel Biri
FIANO (Roma) 28 gennaio 2008 c/o Park Hotel
BRONI (PV) 29 febbraio 2008 c/o Hotel Liros
CORSO DI 2° LIVELLO: approfondimento pratiche endoterapiche
BRONI (PV) 1 marzo 2008 c/o Hotel Liros
Scaricare il modulo di iscrizione nella SEZIONE CORSI
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 | Lunedi 10 Settembre 2007 ARBOPROF: comunicazioni urgenti Abbiamo inviato a tutti i possessori di ArboProf serbatoio liquidi, una integrazione al manuale utente che riporta indicazioni importanti e fondamentali per il corretto utilizzo. L'integrazione comprende anche le schede tecniche relative alle sostanze impiegabili.
Nella lettera sono riportate le modalità per la sostituzione gratuita della valvola di sicurezza.
Chi non ha ricevuto la lettera ci invii una mail e provvederemo subito al re-invio. |
 | Sabato 30 Giugno 2007 Processionaria della quercia Quest'anno si è verificato un grosso attacco di processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea) nel comprensorio che va dal Varesotto alla Brianza. Questo lepidottero è in espansione anche in altre aree.
Un metodo di lotta veramente efficace si basa sull'endoterapia eseguita nella seconda metà di aprile (quest'anno l'epoca di intervento è stata anticipata di circa 20 giorni).
Gli interventi con ArboProf sono stati risolutivi come per altro si altri lepidotteri (processionaria del pino, tortrix viridiana, ifantria ecc.).
Il problema sanitario per questo lepidottero aumenta con il passare del tempo, in quanto i nidi si formano alla base degli alberi nascosti, spesso, dall'erba o dall'edera e consinua ad essere pericoloso anche dopo lo sfarfallamento.
Le esuvie che restano nel nido sono piene di peli urticanti che perdurano per molto tempo.
Segnaliamo diue siti con indicazioni precise sui rischi e rimidi relativi a questa farfalla:
www.comune.greve-in-chianti.fi.it/vbDownload.php?docId=479
http://www.arsia.toscana.it/meta/News/2005/Due_nuovi_folders/ARSIA_difesa_Processionaria_12.pdf |
 | Sabato 30 Giugno 2007 PALME Abbiamo iniziato gli interventi sulle palme, al fine di verificare le possibilità di iniezione e i tempi relativi per l'endoterapia.
Utilizzando ArboProf si sono ottenuti buoni risultati e i tempi di intervento sono dparagonabili agli interventi sugli ippocastani.
Le modalità di intervento saranno a disposizione degli operatori ArboProf al completamento delle prove.
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 | Domenica 22 Aprile 2007 CONSULTORIO VERDE Inizia oggi l'attività del consultorio verde, per informazioni relative alle fitopatologie del verde urbano che si possono affrontare e risolvere con l'endoterapia (iniezioni di fitofarmaci nel tronco).
IL consultorio si occupa di:
1) riconoscimento di fitopatologie fungine e da insetti
2) possibilità di controllo
3) indicazioni di metodi e prodotti
4) indicazioni di carattere generale sulla stabilità e indicazioni di professionisti del settore
Le richieste di informazioni fitopatologiche devoo pervenire tramite mail, preferibilmente utilizzando il modulo dedicato.
Il servizio è gratuito, per la durata di un anno a:
- acquirenti delle attrezzature Arboprof
Il servizio continuerà, negli anni successivi, per i possessori di attrezzature Arboprof che rinnoveranno l'iscrizione e l'inserimento nella sezione operatori. l'iscrizione negli elenchi è possibile sottoscrivendo la quota di adesione annule. Per le informazioni sugli inserimenti, che non pervengono in tempo, possono essere richieste a info@arbocap.it.
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 | Venerdi 20 Aprile 2007 SEZIONE OPERATORI L'inserimento nella sezione operatori è riservato a tutti coloro che si rivolgono al mercato come professionisti del settore endoterapia, e utilizzano le attrezzature ArboProf.
Tutte le informazioni per l'inserimento, sono disponibili a richiesta. |
 | Giovedi 12 Ottobre 2006 Assegnazione di brevetto Siamo lieti di comunicare di aver ottenuto l'attestato di brevetto per invenzione industriale relativo alle attrezzature che si rifanno ad Arbosan/ArboProf ed Arbocap, e quindi una copertura legale su qualsiasi macchina che possa assomigliare a queste, sia in toto o nei pezzi separati:
Abosan/arboprof
. attestato di brevetto n. 1330835
Arbocap
. attestato di brevetto n. 1334968
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 | Mercoledi 1 Febbraio 2006 GESTIONE E PROTEZIONE INTEGRATA DEL VERDE URBANO L'ANID, ha organizzato un convegno per le informazioni inerenti la "Gestione e protezione integrata del verde urbano", che si terrà a Pescara il prossimo 1° marzo 2006, presso l'Auditorium "Vittoria Colonna", Museo d'Arte Moderna - Piazza 1° Maggio 10.
Interventi e relatori:
- Apertura da parte del Sindaco Luciano D'Alfonso
- Prof. Giuseppe Carlo Lozzia, Università di Milano: "Principali fitofagi delle alberature cittadine"
- Dr.ssa Nicoletta Vai, Osservatorio fitopatologico di Bologna: "Difesa fitosanitaria in ambiente urbano: aspetti tecnici e normativi"
- Prof. Pio E. Roversi CRA Zoologia Agraria di Firenze "Problematiche derivanti dalla presenza di lepidotteri con larve provviste di peli urticanti"
- Dr. Agr. Giancarlo Longhin, responsabile R&D per l'endoterapia Ekommerce/Difesa Ambientale: "Endoterapia: aspetti tecnici ed operativi di interventi a basso impatto ambientale nella difesa del verde urbano"
- Dr.ssa Daniela Lupi , università di Milano "Cameraria ohridella e daltre specie di nuova introduzione in Italia dannose al verde urbano"
- Dr. Bruno Bagnoli, CRA Zoologia agraria di Firenze e Prof. Nunzio Isidoro "Insetti di recente introduzione in Italia dannosi a palme ed eucalipti"
- Prof. Pasquale Trematerra, membro commissione consultiva per prodotti fitosanitari del Ministero della Salute "La gestione delle infestazioni in ambito urbano: implicazioni igieniche e sanitarie" |
 | Lunedi 20 Settembre 2004 ANOPLOPHORA CHINENSIS coleottero cerambicide

(foto adulto)
Segnaliamo e invitiamo ai controlli per l'individuazione di questo temibile coleottero, che è stato trovato nella zona tra il sud della provincia di Varese e la zona nord della provincia di Milano.
Sembra però che la zona interessata sia più vasta: per questo chiediamo di segnalarci casi sospetti che possiate trovare sulle vostre piante.
La Regione Lombardia ha predisposto un decreto che prevede l'abbattimento delle piante che mostrano sintomi di presenza di A. chinensis, incisioni di ovideposizione, rosure di alimentazione delle larve, fori di sfarfallamento degli adulti, danni da alimentazione sui germogli. Le ceppaie e le radici dovranno essere asportate ed il legname distrutto secondo le disposizioni del servizio fitosanitario regionale:
D.d.g. 26 gennaio 2004 - n. 731
Modalità di controllo ed eradicazione di Anoplophora
Chinensis in Regione Lombardia ai sensi dell’art. 16 punto
1 della direttiva 2000/29/CE del Consiglio dell’8 maggio
2000 concernente le misure di protezione contro l’introduzione
nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o
ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità
e del decreto del Ministero per le Politiche Agricole
31 gennaio 1996, inerente «Misure di protezione contro
l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica
italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti
vegetali»
L'intero testo si trova a questo indirizzo web
Nel sito della Regione Lombardia, si trova anche la scheda completa per conoscere bene questo cerambicide:
Le modalità di abbattimento si trovano qui
Noi abbiamo trovato e fotografato i fori di sfarfallamento che hanno queste caratteristiche:


alla base delle piante, fori perfettamente circolari di circa 1,5 cm di diametro, in numero variabile a seconda dell'attacco; sono fori dai quali l'insetto è fuoriuscito, e quindi è certo che si sia diffuso nell'ambiente e sugli alberi circostanti.
A solo titolo informativo, segnaliamo che all'estero (Stati Uniti in primo luogo), nel caso segnalazione, vengono effettuati accertamenti capillari da parte dei tecnici pubblici: ogni zona monitorata, è seguita nel tempo e, inoltre, vengono impostate tecniche diverse per il contenimento della infestazione: abbattimento delle piante compromesse e lotta chimica preventiva per la riduzione degli attacchi sugli alberi vicini.
Siamo a disposizione per ogni chiarimento si renda utile e chiediamo di controllare i vostri alberi, e, a fianco delle segnalazioni al servizio fitosanitario regionale o agli altri organismi preposti, di comunicare anche a noi il ritrovamento dei fori di sfarfallamento (in questa stagione è l'elemento più facile per l'individuazione).
Più avanti cercheremo di dare gli elementi per verificare se l'attacco prosegue, restando a disposizione per eventuali consigli. |
 | Mercoledi 8 Settembre 2004 NUOVE ATTREZZATURE VALUTAZIONE DI NUOVE ATTREZZATURE PER LA DIFESA ENDOTERAPICA CONTRO CAMERARIA OHRIDELLA DELL’IPPOCASTANO
*I. CLABASSI, *E. RUCHIN, **A. TOME’, ***F. FERRINI, ****G. LONGHIN, *****O. CEMULINI
*Osservatorio per le Malattie delle Piante di Trieste, Via Murat 1, 34123 Trieste
**Servizio Verde Pubblico, Comune di Trieste, P.zza Unità d’Italia 4, 34121 Trieste
*** Libero professionista
**** Arbosan, Via G. Leopardi 10, 21026 Gavirate, Varese
***** Verde Cemulini, Via Udine 49, 33039 Sedegliano, Udine
RIASSUNTO
Vengono riportati i risultati di un biennio di prove con trattamenti endoterapici contro la Cameraria ohridella, un microlepidottero Gracillariide dell’ippocastano che ha fatto la sua comparsa nella città di Trieste nel 1997. Gli interventi sono stati eseguiti con nuove attrezzature a pressione pneumatica e con uso di prodotti registrati per questo tipo di trattamenti. I risultati ottenuti sono molto soddisfacenti ed aprono nuove ed ulteriori possibilità nella difesa contro questo fitofago, soprattutto nei centri urbani.
Parole chiave: ippocastano, Cameraria ohridella, difesa, trattamenti endoterapici.
SUMMARY
EVALUATION OF NEW KIT OF ENDOTHERAPIC INSTRUMENTS FOR CONTROL ON CAMERARIA OHRIDELLA
In this note are surveyed the results of two-year endotherapic treatments against Cameraria ohridella, a Gracillariide micro-lepidopter of the horse-chestnut which has appeared in the city of Trieste in 1997. Treatments have been carried with new pneumatic pressure kit of instruments and the utilization of products already used for this type of proves. The results obtained are very satisfactory and give new possibilities in the defence against this phytophagous especially in the urban areas.
Key words: horse-chestnut, Cameraria ohridella, control, endotherapic treatments.
INTRODUZIONE
L’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) è una delle piante arboree più diffuse nell’Italia centro-settentrionale, per l’arredo di viali, parchi e giardini sia pubblici che privati. La preferenza è dovuta alla bellezza, durante la primavera, della splendida fioritura, all’adattabilità al clima ed all’ottimo potere ombreggiante, dato dalle caratteristiche portamentali e di ampio sviluppo della chioma. Nel caso specifico della città di Trieste questa pianta ha un significato storico-ambientale e numerico di rilievo. Basti infatti pensare che l’11% delle piante censite nella città nel 1993 dal Servizio del Verde Pubblico del Comune è rappresentato da questa specie ed assomma a circa 2000 esemplari. Si stima inoltre che gli ippocastani, presenti in tutta la Provincia siano circa 3800. A partire dal 1997 ha fatto la sua comparsa, a carico di questa specie ed in modo esplosivo, Cameraria ohridella (Zandigiacomo et al., 1997), un microlepidottero minatore fogliare che procura un numero di mine/foglia tale da provocare una filloptosi anticipata, già a partire da metà luglio.
Nelle annate successive si è voluto approfondire la biologia e la distribuzione dell’insetto (Clabassi 2000, Clabassi et al., 2002) ed iniziare sperimentazioni di difesa endoterapici con attrezzature a pressione oleodinamica e ad assorbimento naturale (Clabassi et al. 2000 e Clabassi et al., 2002) come unica soluzione alternativa ad interventi alla chioma che potrebbero essere eseguiti in ambito urbano unicamente con notevole difficoltà, disagi ed inquinamento ambientale.
Questo lavoro riferisce di ulteriori sperimentazioni eseguite, nel corso delle annate 2001 –2002, con nuove attrezzature a pressione pneumatica. Lo scopo infatti è quello di ridurre la pressione esercitata per l’iniezione in modo da evitare danni ai tessuti xilematici della pianta e favorire la cicatrizzazione dei fori.
MATERIALI E METODI
Le prove sono state condotte su esemplari di ippocastano di 70-90 anni di età, con circonferenza dei tronchi variabile tra i 100 – 250 cm, facenti parte di alberature presenti nel giardino “de Tommasini” a Trieste.
Le piante, prese in considerazione per le prove, erano state notevolmente infestate nelle annate precedenti.
Le attrezzature usate per la sperimentazione e le loro caratteristiche vengono riportate qui di seguito:
Metodo “Verde Cemulini”
. ………………………
Metodo “Arbosan”
L’attrezzatura utilizzata è molto maneggevole ed è composta da due serbatoi: uno in acciaio rinforzato per l’aria, l’altro in PVC trasparente per la sospensione insetticida, che viene iniettata ad una pressione di 1,5 – 3 bar (visualizzabile su un apposito manometro) attraverso una serie di 6 condotti e ugelli in ottone. E’ dotata di una serie di dispositivi di sicurezza. Il carico dell’aria viene effettuato tramite un compressore portatile, manuale o a batteria, attraverso un’apposita valvola.
I fori di iniezione, eseguiti con un trapano a batteria e punte da ferro, hanno un diametro di 3,75 mm, che consente una rapida cicatrizzazione ed una profondità di 2-4 cm e vengono effettuati ad un’altezza di circa 80-100 cm, ad una distanza di 30-35 cm sulla circonferenza del tronco.
In condizioni ottimali delle piante il tempo di assorbimento della soluzione insetticida, varia da 5 a 30 minuti, a seconda della quantità di liquido necessario, del principio attivo utilizzato e dal tipo di albero.
Con entrambi i metodi, alla fine delle operazioni, i fori sono stati opportunamente disinfettati con soluzione fungicida.
L’analisi statistica dei risultati dei rilievi è stata eseguita con il test di Tukey. Nelle tabelle relative all’efficacia dei diversi trattamenti le medie contraddistinte da lettera uguale non sono significativamente diverse al test (p=0.05)
Per quanto riguarda il controllo dell’attività di cicatrizzazione, i fori, praticati al tronco, sono stati suddivisi in base al loro aspetto in 3 categorie, come già fissato in precedenti prove:
a) completamente cicatrizzati;
b) parzialmente cicatrizzati e cioè cicatrizzati dopo una fase iniziale di essudazione con callo non completamente formato;
c) non cicatrizzati, con la ferita ancora aperta e fuoriuscita di essudato.
La verifica dello stato della cicatrizzazione è stata eseguita visivamente, con misuratore di corteccia e spillone metallico.
Anno 2001: nel corso di quest’annata sono state messe a confronto tre tesi con il metodo “Verde Cemulini” e cinque tesi con il metodo “Arbosan”. In quest’ultimo caso la tesi abamectina (1,5 ml/10 cm) è stata valutata a due volumi di soluzione diversi (1000 e 500 ml/pianta). Le piante testimoni non sono state trattate.
I principi attivi testati sono stati abamectina ed imidacloprid a dosaggi diversificati.
Le iniezioni sono state eseguite il 3 maggio, mentre i prelievi delle foglie (20 per albero) per i rilievi sull’efficacia dei prodotti, sono stati fatti il 16 luglio ed il 4 ottobre. Per le verifiche sulla cicatrizzazione dei fori è stato effettuato un rilievo il 12 agosto.
Le tesi a confronto, i materiali, i metodi ed i risultati dei rilievi delle prove vengono riportati nelle tabelle 1, 3, 4 e 5.
Anno 2002: nel corso di questa annata è stata valutata unicamente l’attrezzatura “Arbosan” confrontando tre tesi che prevedevano l’uso di abamectina, azadiractina ed imidacloprid. Le iniezioni sono state eseguite in data 3 maggio. In tutte le prove, all’insetticida è stato associato un fungicida (tetraconazolo), alla concentrazione di 50 ml/l in quantità di 1,5 ml/10 cm di circonferenza. Le piante testimoni sono state trattate iniettando solo acqua.
Le tesi a confronto, i materiali e metodi della prova vengono riportati nella tabella 2.
La raccolta delle foglie (20 per pianta) per le verifiche dell’efficacia dei prodotti è stata effettuata il 15 luglio e il 26 settembre (tabella 6).
Il controllo dell’attività di cicatrizzazione dei fori praticati al tronco è stato effettuato il 23 settembre 2002 con le stesse modalità utilizzate l’anno precedente (tabella 7).
RISULTATI
Anno 2001: i risultati osservati con il metodo “Verde Cemulini” riconfermano quanto già evidenziato nelle annate precedenti con altre metodologie e cioè la migliore efficacia di abamectina rispetto ad imidacloprid. Nel caso del metodo “Arbosan” invece, i risultati al secondo rilievo non si sono discostati significativamente. Per la tesi abamectina (1,5 ml/10 cm) a volumi di soluzione diversificati non si sono evidenziate differenze statisticamente significative.
Le piante testimoni, in data 4 ottobre, erano completamente defogliate.
Per quanto riguarda la cicatrizzazione, i dati mettono in evidenza differenze dovute ai
prodotti ed alla metodologia utilizzata, come conseguenza della pressione esercitata, delle dimensioni dei fori delle condizioni fisio-patologiche della pianta. Le piante trattate con imidacloprid hanno comunque presentato una percentuale di cicatrizzazione superiore rispetto ad abamectina.
Anno 2002: anche in quest’annata abamectina, ha evidenziato risultati migliori ma non statisticamente significativi rispetto ad azadiractina ed imidacloprid. Il testimone invece si è differenziato da tutte le tesi in prova. Al secondo rilievo (26/09) si denota una ripresa dell’efficacia di imidacloprid come già osservato nelle sperimentazioni precedenti.
Azadiractina, pur manifestando difficoltà ad essere iniettata, è stata assorbita infatti solo in parte dalle piante (da 1/3 a 1/5 della sospensione), ha dato risultati interessanti anche al secondo rilievo.
La piante testimoni, in data 26 settembre, erano completamente defogliate.
I risultati concernenti la cicatrizzazione dei fori evidenziano che le piante trattate con azadiractina, imidacloprid e quelle testimoni presentano una percentuale di cicatrizzazione del 95% circa, mentre abamectina una percentuale del 75%. Tutto ciò al rilievo del 23 settembre.
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
I risultati ottenuti con queste nuove metodologie endoterapiche confermano quanto già osservato in precedenti sperimentazioni contro Cameraria dell’ippocastano e cioè l’ottima efficacia di abamectina ed imidacloprid. Anche azadiractina, valutata nel corso del 2002, ha evidenziato risultati interessanti. Per quanto concerne quest’ultimo prodotto è da sottolineare che per la sospensione è stata utilizzata acqua a pH 5,2.
La cicatrizzazione dei fori di iniezione, si sottolinea, è influenzata dallo stato fisio- patologico della pianta, dal prodotto usato e dalla metodologia eseguita, come risultato della pressione esercitata e del diametro dei fori.
In queste annate si è iniziato ad approfondire la tematica riguardante Guignardia aesculi. Sono iniziate così le prime valutazioni sull’efficacia di tetraconazolo, prodotto registrato per la coltura ed il parassita. Si segnalano inoltre le prime presenze di oidio (Erysiphe flexuosa) su questa specie.
Concludendo si può riconfermare che l’endoterapia rappresenta, soprattutto in ambiurbano, un valido metodo ecocompatibile di difesa contro C. ohridella dell’ippocastano
NOTA BENE
Le tabelle relative ai rilievi, sono disponibili a richiesta.
Il lavoro originale potrà essere richiesto al Dr. Clabassi, presso il serivizio fitosanitario di Udine.
LAVORI CITATI
ZANDIGIACOMO P., PAVAN F., ZANGHERI S., CLABASSI I., STASI G., 1997. Un minatore fogliare danneggia gravemente gli ippocastani in Friuli-Venezia Giulia. Notiziario ERSA, 10(5): 14-17.
CLABASSI I. 2000 - Cameraria ohridella Deschka & Dimic (Lep. Gracillariidae), microlepidottero dannoso all’ippocastano: biologia, distribuzione e monitoraggio nella provincia di Trieste. Atti Giornate Fitopatologiche, 413-417.
CLABASSI I. , TOME’ A. , AMADUCCI G. , LODI M. , 2000 - Prove di lotta contro Cameraria ohridella Deschka & Dimic (Lep. Gracillariidae) dell’ippocastano con trattamenti endoterapici nella città di Trieste. Atti Giornate Fitopatologiche, 419-426.
CLABASSI I., GIUGOVAZ L., REGGIORI F., RAMA F., 2002. Monitoraggio di Cameraria ohridella Deschka & Dimic (Lep., Gracillariidae) dell’ippocastano nella provincia di Trieste: primi risultati con l’uso del feromone specifico. Atti Giornate Fitopatologiche, 513-518.
CLABASSI I. , TOME’ A. , E. DEL SIGNORE, F. FERRINI, L. ZIVEC, 2002. Prove di lotta contro Cameraria ohridella Deschka & Dimic (Lep. Gracillariidae) dell’ippocastano con la tecnica endoterapici ad assorbimento naturale nella città di Trieste. Atti Giornate Fitopatologiche, 519-524. |
 | Martedi 6 Aprile 2004 PRESENTAZIONE Abbiamo quindi voluto offrire, a tutti coloro che desiderano avere maggiori informazioni su una difesa eco-compatibile, questo nuovo sito che affronta la difesa delle piante in tutte le sue variabili: fitomizi, insetti defogliatori, funghi e alterazioni fisiologiche senza dispersione di prodotti chimici nell'ambiente circostante.
L'obiettivo che ci proponiamo è quello di fornire gli elementi base della fitopatologia e dei mezzi di difesa, gli indirizzi degli operatori qualificati ad utilizzare questo metodo, la consulenza agronomica e, se opportuna, la supervisione negli interventi.
Sono illustrate e proposte le attrezzature che offriamo al mercato e tutte le opportunità di formazione per il corretto uso delle stesse (corsi, incontri tecnici, presentazioni agli operatori e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi all'utilizzo di questo nuovo modo di eseguire la fitoprofilassi.
L'esperienza maturata in questi anni, ottenuta collaborando con gli esperti del settore (Osservatori malattie delle piante, Servizi fitosanitari, Università) ed eseguendo ricerche continue sulla possibilità di risolvere questi problemi ci hanno fornito la necessaria competenza: difesa integrata dell'albero sia sulla parte aerea sia sull'apparato radicale..
Il lavoro presentato, sarà continuamente aggiornato con le attività che giornalmente ci portano nuove conoscenze. Speriamo che chi opera in questo campo, possa fornirci dell'altro materiale ed esperienze da offrire.
Con la sezione "posta" vogliamo aprire un dibattito e uno scambio d'opinioni, idee, approfondimenti oltre fornire le indicazioni che potranno esserci richieste.
Giancarlo Longhin, agronomo |
 | Lunedi 5 Aprile 2004 ENDOTERAPIA MODERNA L’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) è una delle piante arboree più diffuse nell’Italia centro-settentrionale, per l’arredo di viali, parchi e giardini sia pubblici che privati. La preferenza è dovuta alla bellezza, durante la primavera, per la splendida fioritura, all’adattabilità al clima, e per l’ottimo potere ombreggiante, dato dalle caratteristiche portamentali e di ampio sviluppo della chioma. Nel caso specifico della città di Trieste questa pianta ha un significato storico-ambientale e numerico di rilievo. Basti pensare che l’11 % delle piante censite nella città nel 1993 dal Servizio del Verde Pubblico del Comune è rappresentato da questa specie ed assomma a circa 2000 esemplari. Si stima inoltre che gli ippocastani, presenti in tutta al Provincia siano circa 3500. L’antracnosi, malattia dovuta a Guignadia aesculi, (Pech.) Stew, era, fino a qualche anno fa, l’unico parassita degno di menzione per questa specie. A partire dall’annata 1997 un’altra avversità cioè Cameraria ohridella si è evidenziata in modo esplosivo a carico di questa pianta sia in provincia di Trieste che, con gradienti decrescenti est-ovest, nelle altre Provincie della Regione Friuli-Venezia Giulia (Zandigiacomo et al. 1997). Si tratta di un lepidottero Gracillariide segnalato, per la prima volta nella Repubblica di Macedonia (Deschka & Dimic, 1986) in base ad esemplari raccolti a Ohrid, presso il lago omonimo e da cui ha preso il nome. Tale parassita colpisce l’ippocastano a fiori bianchi. Solo sporadicamente è stata notata la presenza di mine sulle altre due specie, Ae. pavia ed Ae. carnea, e cioè quelle a fiori rosa. Procura normalmente un numero di mine/foglia tale da provocare una filloptosi anticipata, già a partire da metà luglio. E’ stato constatato inoltre che gravi infestazioni e conseguenti incipienti filloptosi determinano un rigermogliamento ed una rifioritura della piante con presumibili scompensi fisiologici. In Austria mine di C. ohridella sono state osservate anche su foglie di giovani piante di Acero di monte, Acer pseudoplatanus L. (Krehan, 1995).
La particolare velocità di colonizzazione, che si ipotizza legata al traffico veicolare ed i conseguenti danni notevoli procurati alle piante, fra l’altro già particolarmente sensibili ad inquinamento urbano, siccità, asfissia radicale, malattie quali le carie del legno e l’antracnosi, hanno indotto ad approfondire le eventuali misure di contenimento. Si è constatato così che la raccolta autunnale delle foglie, nelle cui mine l’insetto sverna sotto forma di crisalide e la loro distruzione consente un contenimento del potenziale biotico con conseguente riduzione dei danni alle alberature nell’anno successivo. La presenza di parassitoidi, soprattutto Imenotteri Icneumonidi, Eulofidi e Braconidi, rinvenuti su mine di questo insetto, favoriranno inoltre in futuro un contenimento del fitofago. Nella nostra realtà si sono ipotizzati altresì, per cercare di limitare la diffusione, interventi endoterapici come unica soluzione alternativa ad interventi alla chioma che potrebbero essere eseguiti unicamente con notevoli difficoltà, disagi ed inquinamento ambientale. Questo lavoro riferisce pertanto di un biennio di prove di lotta attuato nell’ambito cittadino nel corso delle annate 1998 e 1999, per saggiare l’efficacia di alcuni insetticidi, già registrati per questo scopo (es. acephate, methomyl) a confronto con prodotti che a parer nostro, potevano dare risultati interessanti con iniezioni fitosanitarie endoterapiche (I.F.E.) al tronco. Da sottolineare che tali prodotti sono tutti dotati di elevata sistemicità.
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 | Mercoledi 7 Febbraio 2001 Corso di Broni Seminario sull’Endoterapia
Corso teorico-pratico di abilitazione metodo Arbocap-ArboProf
Corso: 29 febbraio 2008 BRONI
Giornata di approfondimento riservata a coloro che già operano: 1 marzo 2008
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